ComunIcato ACC3 - Elba No al Dissalatore

Comitato per la difesa di Lido e Mola, isola d'Elba
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IL DISSALATORE NON S’HA DA FARE: CITTADINI ELBANI CONTRO IL PROGETTO
 
Per dare voce ai cittadini dell’Isola d’Elba su un tema delicatissimo come quello dell’approvigionamento idrico e sul progetto del Dissalatore che dovrebbe essere realizzato nell’area di Mola nel Comune di Capoliveri, si è reso necessario un convegno organizzato dal Comitato per la Difesa di Lido e Mola, insieme alla Fondazione Isola d’Elba e da Italia Nostra Arcipelago Toscano a sostegno del ricorso del Comune di Capoliveri che è contrario alla costruzione dell’impianto.
Nonostante i timori che la pandemia suscita per gli incontri in presenza, erano ben 138 i cittadini nella sala del convegno “L’acqua che c’è!” presso il Centro de Laugier a Portoferraio, moderato dal giornalista Gabriele Canè, già direttore de La Nazione, ed altri 166 cittadini hanno chiesto di collegarsi da Remoto, oltre a quelli che hanno seguito la diretta streaming su Face Book. L’incontro pubblico si è reso necessario dopo la richiesta inascoltata del Comitato, rivolta ai vertici di ASA e di AIT, di organizzare un incontro pubblico sul progetto e sulle modalità di gestione del dissalatore al fine di spiegare e rispondere alle domande della popolazione elbana timorosa che l’impianto possa arrecare danni irreversibili al fragile ambiente ed all’ecosistema isolano.

 
L’Elba - lo dimostra la toponomastica: Acquaviva, Acquabona, Acqua Moresca, Acquarilli, Acquavivola, Tre Acque, Acqua Calda… e l’elenco potrebbe continuare – è ricca di sorgenti e falde acquifere, utilizzate fin dai tempi più antichi. Nei secoli passati era tale l’attenzione alle riserve idriche che i romani costruirono vicino a Portoferraio, alle Grotte, più che una villa residenziale, una sorta di deposito-santuario del prezioso elemento, forse dedicandolo a divinità acquee – ce lo diranno i prossimi studi del sito archeologico. Al Cavo, dove sorgeva la villa romana di Capocastello, sul colle del Lentisco, grandi cisterne, tuttora visibili, e sormontate allora da un tempietto a colonne preceduto da una scalinata e ora da un’abitazione moderna in totale abbandono, soddisfacevano il bisogno idrico di tutto il complesso. Sappiamo che Portoferraio, l’antica inespugnabile Cosmopoli progettata da Cosino I° de Medici, ha un’altra città sotterranea sotto di sé, costituita da ampie vasche per la raccolta dell’acqua, che l’avrebbero resa autonoma in caso d’assedio. Fino a tempi relativamente recenti, poi, le abitazioni disponevano di cisterne autonome sia per usi domestici che per l’irrigazione. Il Paese di Rio (Rivus) deve il suo nome all’abbondanza di acqua che azionava i venti mulini che la separavano dalla sua “piaggia”; il Teatro della Fonte della Madonna del Monte tuttora disseta l’escursionista o il pellegrino con la bontà e la freschezza della sua acqua. Per non parlare della fonte di Napoleone, a cui attinse lo stesso imperatore per riprendere slancio, come ricorda la lapide in sua memoria, dopo le sconfitte subite.

 
Rimane quindi vivo nella popolazione il ricordo di una risorsa disponibile ed abbondante anche se la stagionalità turistica che vede crescere la popolazione in maniera esponenziale crea carenza del prezioso elemento. Soluzioni sono state trovate in passato con una condotta sottomarina che è ormai obsoleta e potrebbe collassare, le perdite della rete insulare dimezzano la disponibilità e gli interventi di emergenza non risolvono il problema, la soluzione degli invasi per contenere acqua piovana sono sati abbandonati e molta, con il cambiamento idrogeologico dell’Isola dovuto all’abbandono delle vigne con i terrazzamenti che drenavano le acque piovane, finisce in mare. Il convegno ha affrontato proprio la possibilità di trovare soluzioni alternative e meno impattanti. I suggerimenti degli esperti sono orientati  a un sistema di approvvigionamento idrico differenziato, che non dipenda da un’unica risorsa – anche in questo caso l’unicità si coniuga con la vulnerabilità – ma che valorizzi l’esistente rimediando ai guasti prodotti e trascurati ed evitando una soluzione che va a deturpare un sito di pregio ambientale, all’interno di un golfo dove il moto ondoso circolare non disperde a sufficienza la salinità delle acque di risulta della lavorazione, mettendo a rischio l’habitat marino.

 
Il dissalatore ad osmosi inversa, come hanno testimoniato e documentato gli esperti intervenuti, basandosi sugli effetti di opere simili in altre aree, ha un impatto ambientale forte, oltre a non garantire una qualità d’acqua eccellente e priva di rischi per la salute. Al convegno sono intervenuti: Carlo Alberto Ricci, docente di Sistema Terra e Cambiamenti globali dell’Università di Siena; Francesco Aliberti, docente di Igiene e Laboratorio, dipartimento di Biologia dell’Università Federico II° di Napoli;  Francesco Cioffi Docente di Idraulica Dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale della Sapienza di Roma; Alessandro Corsini, docente di sistemi per l’energia e ambiente, dipartimento ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza di Roma; Gabriella De Giorgi, docente di diritto amministrativo dell’Università del Salento e membro della commissione VIA e VAS del Ministero della Transizione Ecologica; Gian Piera Usai, segretaria nazionale ANCIM – Associazione comuni isole minori. Il Comune di Capoliveri, con l’appoggio dei cittadini del Comitato e le associazioni del territorio chiede di rivedere il progetto e riaprire un processo di partecipazione democratica. Leonardo  Preziosi, Presidente  di Italia Nostra Arcipelago Toscano ha ribadito che il convegno è solo il punto di partenza di un progetto sul quale il Comitato continuerà a profondere un forte impegno   per convincere gli enti proponenti a garantire ai cittadini il coinvolgimento e la partecipazione alle scelte istituzionali. Walter Montagna ha chiarito che il Comune metterà in campo tutte le azioni per evitare che si compiano degli atti contrari alla volontà dei cittadini e che mettono a repentaglio la qualità del territorio con un impianto impattante ed altamente energivoro. Laura di Fazio, assessore all’Ambiente del Comune di Capoliveri suggerisce di fare dell’Elba, un modello di buone pratiche per l’utilizzo delle risorse idriche e per la produzione di energie pulite.  Marco Mantovani, Presidente della Fondazione Isola d’Elba, ha ricordato come l’ambiente e il paesaggio siano le principali attrattive dell’Isola che sempre di più deve puntare ad un turismo lento e sostenibile. Italo Sapere ha messo in guardia su aspetti tecnici legati alla fragilità da un punto di vista idrogeologico dei siti dove dovrebbe sorgere l’impianto.

 


 
Comitato per la difesa di Lido e Mola
Mail: comitatolidomola@gmail.com

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